Tutelare il lavoratore al lavoro notturno

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Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di tutelare il lavoratore al lavoro notturno e coinvolgere nella valutazione dei rischi della sua azienda anche quelli derivanti da orari di lavoro notturno.

Sono quindi previsti particolari controlli e garanzie per tutelare la salute dei lavoratori che effettuano lavoro notturno. Nel caso subentrino condizioni di salute che abbiano come conseguenza la non idoneità alla relativa mansione ricoperta, il Datore di Lavoro dovrà provvedere ad un cambio di mansione per il lavoratore con un lavoro diurno, mantenendo però una mansione esistente e disponibile nella realtà aziendale.

Periodo notturno

Si definisce come: periodo notturno il periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

Quindi il lavoro notturno è quello svolto tra le:

  • 24 e le 7
  • 23 e le 6
  • 22 e le 5

Chi è un lavoratore notturno?

Si definisce “lavoratore notturno” un lavoratore che durante il periodo notturno, svolga minimo tre ore di lavoro giornaliero impiegato in modo normale.

Il “lavoratore notturno” viene definito anche come un lavoratore che effettua, durante il periodo notturno, almeno una parte del suo orario di lavoro secondo le norme definite dalla contrattazione collettiva.

Quando è vietato il lavoro notturno?

Il lavoro notturno è vietato in condizioni di gravidanza e puerperio fino al compimento di 1 anno di età dal bambino mentre è facoltativo per la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a 3 anni.

 Come accertare l’idoneità al lavoro notturno?

Il D.Lgs.81/08 stabilisce che l’idoneità alla mansione di lavoro notturno debba essere preventivamente e periodicamente accertata nell’ambito della sorveglianza sanitaria attraverso l’effettuazione di visite mediche preventive, periodiche e su richiesta del lavoratore.

Il Lavoro Notturno nella valutazione dei rischi:

È fondamentale importanza che all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) sia riportata la valutazione degli aspetti collegati al rischio di lavoro notturno, individuando ed analizzando fattori di rischio particolari legati alla mansione ed al contesto di lavoro.

All’interno dei “fattori di rischio particolari” riportiamo le seguenti condizioni di lavoro:

  • lavorazioni edili, stradali e di scavo
  • lavorazioni estrattive
  • lavori in cui l’operatore è solo all’interno dell’azienda
  • lavorazioni a caldo (siderurgia, laminatoi, fonderie, ecc.) e con esposizione ad alte temperature
  • lavorazioni con movimentazione di carichi pesanti
  • lavori che comportano il controllo di impianti e quadri segnaletici e di comando
  • lavori con attività di guardiania e vigilanza
  • lavorazioni con attività di abbattimento di animali
  • lavorazioni comportanti l’uso di macchine complesse
  • lavori in campo di ordine pubblico, polizia, protezione civile, pronto intervento, incluse le attività gestite dai VVFF
  • lavori in ambito sanitario-assistenziale, in situazioni a connotazione particolarmente stressante (pronto soccorso, astanteria, 118, rianimazione, terapia intensiva, chirurgia)
  • lavorazioni in aziende o aree a rischio di esplosione e rischio elevato di incendio
  • lavorazioni in aziende a rischio di incidenti rilevanti connessi all’uso di determinati agenti chimici pericolosi
  • lavorazione in aziende con impianti chimici complessi
  • lavorazioni con attività di esazione e maneggio denaro (ad esempio caselli autostradali, biglietterie, casse, distributori di carburante, ecc.)