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Prevenzione della salute nel lavoro notturno e nel lavoro a turni

 

Non tutti i lavoratori svolgono le loro mansioni in orari "canonici", come dalle otto del mattino fino alle cinque del pomeriggio. Alcuni ruoli richiedono lo svolgimento del cosiddetto lavoro notturno, svolto in un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

Si potrebbe trattare di un lavoro che occupa tutta la notte e che lascia il lavoratore libero durante tutto il giorno, oppure di un turno che prevede la permanenza dell'addetto sul luogo di lavoro per una sola porzione della notte.

In ogni caso, si tratta di lavori rischiosi, non tanto per ciò che è richiesto di fare al lavoratore, ma per via della desincronizzazione dei propri ritmi biologici. Scopriamo più a fondo come tutelare la salute dei lavoratori notturni e a turni, in questo interessante articolo di Global Medical Service, da vent'anni al fianco dei datori di lavoro per garantire una corretta sorveglianza sanitaria e sicurezza sul lavoro.

 

lavoratore notturno

 

Definizioni utili

Prima di addentrarci nel discorso sulla sicurezza dei lavoratori notturni o a turni, scopriamo esattamente di cosa si tratta.

Si indica con lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale oppure che svolga durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro.

In difetto di disciplina collettiva è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di 80 giorni lavorativi all'anno; il suddetto limite minimo è riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.

Queste definizioni sono racchiuse all'interno del D.lgs n.66 del 2003 2 2113/2004. La stessa normativa, indica come lavoratore a turni qualsiasi lavoratore il cui orario di lavoro sia inserito nel quadro del lavoro a turni, quindi in un metodo di organizzazione del lavoro anche a squadre in base al quale dei lavoratori siano successivamente occupati negli stessi posti di lavoro, secondo un determinato ritmo, compreso il ritmo rotativo, che può essere di tipo continuo o discontinuo, e il quale comporti la necessità per i lavoratori di compiere un lavoro a ore differenti su un periodo determinato di giorni o di settimane.

 

Quali sono i rischi del lavoro notturno o a turni?

Sono molti i datori di lavoro che sottovalutano i rischi associati al lavoro notturno o a turni. Spesso si concentrano sui rischi legati alla mansione, come se essa fosse svolta nelle ore diurne, senza rendersi conto dello stato di salute e di stanchezza del lavoratore.

Infatti, il problema principale dei lavori notturni o a turni è legato alle alterazioni del ciclo sonno veglia. Gli orari di lavoro "sballati" non consentono di riposare molte ore la notte e mantenere uno stato di veglia durante il giorno, occupandosi delle proprie famiglie e faccende personali.

Questo non solo può avere un effetto psicologico sul lavoratore, che si sente stressato, assente, con poche relazioni sociali e affettive di scarsa qualità, ma anche sulla sua salute fisica e quella dei suoi colleghi. Si stima che una grandissima parte dei lavoratori notturni o a turni riposi circa un'ora in meno o due in meno rispetto ad altri lavoratori.

Questo, a lungo andare, può influenzare lo stato di veglia del lavoratore, la sua concentrazione e attenzione. A maggior ragione, se al lavoratore notturno è richiesto di svolgere mansioni di responsabilità o a contatto con sostanze e macchinari pericolosi, aumenta il rischio di infortuni e incidenti per via della sonnolenza.

Non solo. Attraverso recenti studi, si è notato che i lavoratori notturni, soprattutto le donne, sono più esposti al rischio di contrarre il cancro o di subire aborti spontanei. Gli uomini registrano un tasso maggiore di problemi cardiaci e anche disturbi del sonno, psicologici, sociali.

Il motivo non è legato solo alle alterazioni del ciclo sonno veglia, ma anche delle abitudini alimentari. Ci sono lavoratori che mangiano fuori pasto per non avere fame sul luogo di lavoro, si nutrono con snack o alimenti poco sani e rischiano di risultare sovrappeso.

 

Quali sono le migliori misure di prevenzione e protezione per il lavoro notturno e a turni

Per evitare che i lavoratori presentino delle condizioni di salute precarie e si mettano in situazioni di pericolo, è bene concentrarsi sull'adozione delle migliori misure di prevenzione e protezione. Il primo passaggio fondamentale è la comprensione dello stato di idoneità del lavoratore.

I contratti collettivi stabiliscono i requisiti dei lavoratori che possono essere esclusi dall'obbligo di effettuare lavoro notturno. È in ogni caso vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Non sono inoltre obbligati a prestare lavoro notturno:

a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa;

b) la lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni;

c) la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni.

E' bene poi analizzare lo stato di salute e psicologico del lavoratore, effettuando anche un esame tossicologico per assicurarsi che non assuma né droga né alcol.

La sorveglianza sanitaria deve proseguire anche nei mesi successivi all'assunzione. La valutazione dello stato di salute dei lavoratori addetti al lavoro notturno deve avvenire attraverso controlli preventivi e periodici adeguati al rischio cui il lavoratore è esposto, secondo le disposizioni previste dalla legge e dai contratti collettivi.

 

Stabilire un orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro notturno

L'introduzione del lavoro notturno deve essere preceduta, secondo i criteri e con le modalità previsti dai contratti collettivi, dalla consultazione delle rappresentanze sindacali in azienda, se costituite, aderenti alle organizzazioni firmatarie del contratto collettivo applicato dall'impresa.

L'orario di lavoro dei lavoratori notturni non può superare le otto ore in media nelle 24 ore, salva l'individuazione da parte dei contratti collettivi, anche aziendali, di un periodo di riferimento più ampio sul quale calcolare come media il suddetto limite. Il lavoratore deve essere coinvolto nella decisione dell'orario durante il periodo notturno, in modo che il lavoro si concili con la vita privata e non alteri il ciclo sonno veglia.

E' bene poi che durante il periodo notturno siano individuati anche dei momenti di pausa in cui il lavoratore possa riposarsi. Il datore di lavoro deve poi formare il lavoratore e informarlo sui suoi rischi. Deve indicare il divieto di assumere stimolanti che possono alterare il bisogno di sonno, spiegare al lavoratore come conciliare il sonno una volta finito il turno ed evitare l'esposizione alla luce diretta del sole una volta terminate le mansioni.

 

Illuminazione e dispositivi di protezione individuale

Il Testo Unico insiste molto sull'importanza dell'illuminazione nei luoghi di lavoro notturno. Non solo ci devono essere lampade che individuino gli ostacoli, propriamente segnalati da cartelli, ma le attrezzature di lavoro per le quali è previsto un uso notturno o in luoghi bui devono incorporare un dispositivo di illuminazione adeguato al lavoro da svolgere e garantire sufficiente sicurezza ai lavoratori.

 

Conclusioni

Se sei un datore di lavoro nella cui attività è previsto il lavoro notturno, ricorda di mettere sempre al primo posto la salute e la sicurezza dei tuoi lavoratori. Per fare questo, svolgi innanzitutto un'attenta valutazione dei rischi che ti aiuti a individuare le migliori misure di prevenzione e protezione dei lavoratori notturni e a turni, tra cui anche una sorveglianza sanitaria attenta e continua.

Fai in modo che i turni di lavoro notturno consentano al lavoratore di riposare a sufficienza, in modo da non provare sonnolenza e sconcentrazione mentre svolge le sue attività. In caso di stress o disturbi del sonno, il lavoratore e i suoi colleghi potrebbero subire gravi conseguenze: infortuni, incidenti, persino la morte.

Inoltre, un lavoratore stanco e stressato non svolge al meglio la sua attività, portando la tua azienda in perdita. Rendi quindi la tua impresa più sicura e tutelata: chiedi supporto a Global Medical Service, da sempre accanto alle aziende italiane in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Offriamo un servizio attento e scrupoloso di valutazione dei rischi, organizziamo al meglio la tua sorveglianza sanitaria e inoltre forniamo corsi di formazione per lavoratori a Milano e Melzo, certificati e in linea con le norme previste dal Decreto Legislativo 81/08.

Non esitare a contattarci per un preventivo senza impegno.

 

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Scritto da Paolo Calderone 

Paolo Calderone

Con oltre 25 anni di esperienza nella gestione di servizi di medicina, formazione e sicurezza sul lavoro, offro soluzioni di consulenza personalizzate alle aziende che vogliono tutelarsi contro le sanzioni previste dal vasto quadro normativo in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08).  Potete contattarmi su LinkedIn per una consulenza personalizzata e per assicurarvi che la vostra azienda sia in linea con le normative in materia di sicurezza sul lavoro. Investire in sicurezza sul lavoro non solo protegge la vostra azienda, ma anche i vostri dipendenti e la vostra reputazione.


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