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Rischio microclima: cosa indicare nel DVR

  

Il microclima è uno di quegli aspetti in un posto di lavoro che richiedono l'attenzione del datore di lavoro mentre effettua la valutazione dei rischi. In effetti, secondo il Testo Unico, Decreto Legislativo 81/08, i locali in cui i lavoratori operano devono presentare delle condizioni microclimatiche ottimali, in quanto la condizione contraria potrebbe generare disagi e portare, con il tempo, all'insorgenza di malattie professionali.

In questo articolo di Global Medical Service andiamo a spiegare che cos'è il microclima, come si effettua la valutazione del rischio microclima e come il datore di lavoro debba compilare il DVR, documento di valutazione dei rischi. Come si redige il DVR microclima?

 

rischio microclima

 

Se al termine del contenuto dovessi avere dei dubbi, non esitare a contattarci per maggiori informazioni. Siamo una società che si occupa di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, attraverso numerosi servizi, tra cui corsi di formazione per lavoratori a Milano e Melzo. Affianchiamo da anni le aziende nella valutazione dei rischi all'interno delle imprese e possiamo valutare con te le condizioni microclimatiche del tuo ambiente di lavoro.

 

Cos'è il microclima?

Il microclima è indicato nel Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro come un agente fisico (Titolo VIII articolo 180). In quanto rientra tra questa categoria di rischi, il Decreto Legge indica come obbligatoria, da parte dei datori di lavoro, la valutazione di tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.

Nel corso della valutazione del rischio microclima, il titolare dell'azienda deve tenere conto in particolare di tre fattori:

  • Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi (velocità dell'aria)

  • Temperatura dei locali

  • umidità relativa.

Questi fattori influenzano molto lo stato di salute di un dipendente mentre lavora, in quanto possono creare situazioni di disagio che compromettono la produttività, ma possono anche, a lungo andare, portare alla comparsa di malattie professionali nel breve e lungo termine.

Il microclima non richiede una valutazione che coinvolge solo caratteristiche ambientali, ma anche individuali: quando i datori di lavoro effettuano la valutazione del rischio microclimatico, devono tenere conto anche dell'attività metabolica correlata al compito lavorativo e della resistenza termica del vestiario. Questi fattori influiscono sullo stato di salute del dipendente e sui suoi scambi termici con l' ambiente circostante.

 

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Rischi per la salute legati al microclima

Se il microclima negli ambienti di lavoro non è ottimale, i lavoratori rischiano di entrare a contatto con agenti fisici che possono incidere sulla loro salute. Essi possono infatti sviluppare malesseri all'apparato respiratorio, con difficoltà a respirare o contraendo malanni di stagione che, però, possono portare a un allontanamento dal luogo di lavoro.

Il caldo o il freddo possono poi incidere sulla circolazione sanguigna, dilatando o contraendo i vasi di continuo, causando problemi gastrointestinali e anche cardiaci. Infine, è possibile che, soprattutto il freddo, incidano sulla salute di muscoli e ossa.

Ci sono poi delle problematiche di salute legate allo stato degli impianti di areazione: la presenza di batteri al loro interno e la mancanza di manutenzione, potrebbero avere ricadute a livello biologico, con la proliferazione di virus e malattie.

  

Valutazione del rischio microclima

La valutazione derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia.

La valutazione è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.

Quando il titolare di un'azienda svolge la valutazione del rischio microclimatico negli ambienti di lavoro, deve assicurarsi che avvengano una serie di situazioni:

  • prestando attenzione ai metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi devono disporre, in luoghi di lavoro chiusi, di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e quando ciò non sia possibile, con impianti di areazione;

  • l'impianto di areazione deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori;

  • i lavoratori non devono essere esposti a correnti d’aria fastidiose;

  • tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori, la temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano;

  • il grado di umidità e il movimento dell’aria devono essere adeguati ai luoghi di lavoro;

  • è importante anche prestare attenzione alla temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso, che deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali;

  • nel luogo di lavoro non vi deve essere soleggiamento eccessivo proveniente dalle finestre, dai lucernari e dalle pareti vetrate;

  • se non è possibile modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione;

  • parlando dell'umidità dei locali, si deve evitare, per quanto è possibile, la formazione della nebbia, mantenendo la temperatura e l’umidità nei limiti compatibili con le esigenze tecniche.

Nel caso in cui queste condizioni non sussistano, il titolare dell'impresa deve attuare un'attenta valutazione del microclima e intervenire per portare in una condizione di comfort la temperatura, l'umidità e l'aria. Le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori.

 

Divisione degli ambienti di lavoro in base al microclima

In base ai risultati della valutazione del rischio microclimatico, i luoghi di lavoro possono essere divisi in:

  • ambienti moderati, ovvero quelli in cui le condizioni lavorative sono immediatamente prossime al comfort

  • ambienti severi, in cui il caldo o il freddo sono eccessivi e bisogna intervenire con misure di prevenzione e protezione per i lavoratori impiegati in questi ambienti di lavoro.

Ci sono poi altre due distinzioni da prendere in considerazione: vi sono ambienti di lavoro moderabili, nei quali vi sono fattori che possono influire sul microclima e renderlo non ottimale, e vincolati, nei quali non ci sono elementi che pregiudicano il raggiungimento delle condizioni microclimatiche ottimali.

 

Come avviene la valutazione del rischio microclimatico e come si redige il DVR microclima

Una corretta valutazione delle condizioni climatiche esterne può prevenire rischi per i lavoratori causati da un ambiente di lavoro con condizioni climatiche non favorevoli. Il titolare dell'azienda deve essere affiancato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, ma anche dal Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza e dal Medico Competente.

Deve fare riferimento agli indici sintetici, confrontati con dati standard di riferimento previsti da norme tecniche. Le valutazioni vanno eseguite sia in estate che in inverno e ripetute ogni quattro anni.

 

Riduzione del rischio microclima negli ambienti di lavoro

Una volta raccolte tutte le informazioni circa i parametri microclimatici presenti negli ambienti in cui si lavora, è bene intervenire in modo da migliorare le condizioni dei luoghi di lavoro oppure proteggere in modo opportuno i dipendenti che operano in ambienti severi.

Il capo in azienda deve pertanto pianificare i processi lavorativi in funzione della riduzione del rischio, ridurre le fonti che portano a un abbassamento della qualità dell'aria negli ambienti, ridurre al minimo indispensabile la durata e l'intensità dell'esposizione dei lavoratori e anche il numero di dipendenti esposti al rischio microclimatico, provvedere alla formazione e all'informazione dei lavoratori e fornire gli adeguati dispositivi di protezione individuali.

Questi possono consistere in abbigliamento termico, ma anche in indicazioni apposte negli ambienti termici severi circa la temperatura presente e il tasso di umidità relativa.

Infine, fondamentale per la tutela dei dipendenti, è la formazione. Se essi conoscono i rischi a cui sono esposti, sanno anche come fronteggiarli, adottando comportamenti virtuosi e in linea con la normativa di riferimento.

In Global Medical Service eroghiamo corsi di formazione a Milano e Melzo, per consentire a ogni impresa di rispettare la normativa vigente e tutelare l'incolumità del proprio personale. Per prenotare un corso, da svolgere in aula o online, non esitare a visitare il nostro sito.

Se poi ti serve una consulenza circa la valutazione del rischio microclima negli ambienti della tua impresa, contattaci per ottenere un preventivo gratuito.

 

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Scritto da Paolo Calderone 

Paolo Calderone

Con oltre 25 anni di esperienza nella gestione di servizi di medicina, formazione e sicurezza sul lavoro, offro soluzioni di consulenza personalizzate alle aziende che vogliono tutelarsi contro le sanzioni previste dal vasto quadro normativo in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08).  Potete contattarmi su LinkedIn per una consulenza personalizzata e per assicurarvi che la vostra azienda sia in linea con le normative in materia di sicurezza sul lavoro. Investire in sicurezza sul lavoro non solo protegge la vostra azienda, ma anche i vostri dipendenti e la vostra reputazione.


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