Lavoratori stranieri: shock culturale

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Al giorno d’oggi nelle aziende si riscontra una presenza sempre crescente di lavoratori stranieri che lavorano a fianco di quelli italiani, in un contesto multietnico. Questa realtà porta ad alcune difficoltà sul luogo di lavoro che si possono tramutare in fraintendimenti, cali della produttività o conflitti.

In certi casi si cerca di ovviare a tali problemi creando dei reparti lavorativi mono-etnici, in cui i lavoratori appartengono tutti alla stessa nazione e dunque condividono lingua e cultura. Tale metodo non è una soluzione nel superamento dello shock culturale del lavoratore straniero e lo potrebbe rendere ancora più isolato nella sua cultura d’origine mettendolo a rischio di depressione o di marginalizzazione.

L’azienda può ridurre i tempi dello shock culturale e diminuire la percentuale di lavoratori colpiti negativamente da esso puntando su strategie volte ad aumentare l’intelligenza culturale dei propri assunti. ovvero la capacità di capire le diverse culture e di assimilarne alcuni aspetti. Essa può essere maggiormente sviluppata in alcuni individui o aumentata grazie a iniziative ed azioni mirate.

Le aziende possono aumentare l’intelligenza culturale dei loro lavoratori tramite la creazione di network, di occasioni di dialogo, incoraggiando i lavoratori stranieri a porre domande a quelli locali, organizzando momenti di dialogo e di dibattito e grazie a letture e informazioni. Tali iniziative possono aver luogo durante giornate di formazione appositamente create, ma vanno anche incoraggiate nelle aree dedicate alla pausa e nei luoghi di incontro comune, come ad esempio la sala mensa, creando quindi anche occasioni che interrompano la tendenza all’isolamento nel proprio spazio monoetnico.

Queste iniziative possono portare allo sviluppo di amicizie, di legami tra il personale di reparto, allo scambio di informazioni e alla voglia di lavorare meglio insieme. I risultati conseguenti sono l’aumento della produttività e la diminuzione della disattenzione sul luogo di lavoro dovuta dalla diminuzione della percentuale di lavoratori depressi o isolati.