Il piano di emergenza

Il piano di emergenza2 Minuti di Lettura

Attraverso la  valutazione del rischio di incendio e l’adozione delle misure preventive e protettive, è possibile ridurre il rischio di incendio,  ma non eliminarlo del tutto.

Devono quindi essere previsti gli eventuali episodi di  incendio e per ognuno bisogna pianificare le misure gestionali da attuare per gestirli e ridurre i possibili danni ai lavoratori. Tale sistema organizzato di eventi che possono verificarsi sul luogo di lavoro unito alla pianificazione delle azioni di risposta agli eventi, è il piano di emergenza.

L’ obiettivo principale del piano di emergenza è quello di rendere minimi i danni dovuti all’incendio la cui possibilità di verificarsi è dovuta alla parte residua di esposizione al rischio che non è stato possibile eliminare con le misure di prevenzione e protezione adottate. Per raggiungere lo scopo prefissato, il piano deve saper rappresentare scenari possibili di incendio e per ognuno organizzare un sistema di azioni di risposta che, i lavoratori e i soccorritori esterni, attueranno per fronteggiare l’evento in atto. Per verificare l’efficacia del piano sarà possibile  effettuare delle simulazioni dell’emergenza, che più si avvicinino a quelle realmente possibili. Tali simulazioni permettono di verificare effettivamente se le procedure pianificate e le azioni degli addetti alla gestione dell’emergenza rispondono alle emergenze ipotizzate e se, nel caso in cui si verifichi l’evento incendio, potranno effettivamente ridurre i conseguenti danni.

In ogni caso per ogni scenario emergenziale previsto si dovrà pianificare Il sistema di risposta all’emergenza, individuando una serie di azioni che riguarderà l’allarme, l’evacuazione, i punti di raccolta, l’attivazione degli addetti e il supporto alle squadre dei Vigili del Fuoco. Il datore di lavoro dovrà pertanto valutare per ogni scenario previsto nel piano, quale sia il numero dei lavoratori da destinare alla gestione dell’emergenza. Per attuare efficacemente le indicazioni del piano saranno identificate le figure a cui affidare i diversi ruoli delle procedure pianificate.

Chiaramente la redazione del piano di emergenza deve tenere conto del tipo di attività e delle dimensioni del luogo di lavoro.

Infine il piano di emergenza deve diventare uno strumento conosciuto e condiviso. In questo senso il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione riguardo  i rischi di incendio legati all’attività svolta e alle mansioni, le misure di prevenzione e protezione adottate nel luogo di lavoro, l’ubicazione vie di uscita, le procedure da adottare in caso di incendio, i nominativi lavoratori incaricati di applicare le misure di sicurezza e il nominativo responsabile dell’attività”.

Ricordiamo che secondo quanto indicato all’Art. 5 del DM 10 marzo 1998: “per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l’adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso d’incendio.”