Rischi addetti alle pulizie

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Le attività degli addetti alle pulizie (rischi addetti alle pulizie) portano di frequente ad assumere posture “sfavorevoli e associate a movimentazione di pesi (secchi, attrezzature). Schiena flessa anteriormente o inarcata, braccia a livello delle spalle o più in alto, torsione del tronco, posizione accovacciata, sono posture che occupano la gran parte del tempo di lavoro”.

Alcuni studi effettuati utilizzando la check-list Ocra hanno “dimostrato la presenza nel settore delle pulizie di rischi significativi da movimenti ripetitivi degli arti superiori” degli addetti.

Il quaderno tecnico presenta diverse informazioni sui possibili danni per la salute degli addetti alle pulizie, con particolare riferimento alle varie patologie da sovraccarico biomeccanico.

Che tipo di rischio è associato alla mansione di addetto alle pulizie?

L’attività degli addetti alle pulizie, infatti, “comporta diversi atteggiamenti posturali che si alternano con elevata frequenza: studi finlandesi hanno calcolato che il 36 – 56% del tempo lavorativo degli addetti alle pulizie viene passato con la schiena flessa anteriormente o inarcata, mentre il 24 – 43% del tempo con entrambe le braccia a livello delle spalle o più in alto. Per un altro 14% viene assunta la posizione accovacciata (De Vito e al. 2000). Sono valutazioni sostanzialmente confermate da altri studi (Bohile 2004 – Kimer 2006) secondo i quali la percentuale di ore di lavoro degli addetti alle pulizie passate piegati in avanti e/o con torsioni del tronco varia dal 36 al 50% mentre dal 3 al 14% del tempo lavorativo è svolto in posizione accovacciata. Durante le pulizie con lo straccio la schiena dei lavoratori è piegata in avanti con un angolo di circa 28° rispetto alla normale posizione verticale e le spalle sono piegate in avanti a 50°”.

Riguardo alle attività che comprendono sollevamento/trasporto di pesi degli addetti alle pulizie, va peraltro sottolineato “che allo sforzo statico e dinamico si accompagna l’elevata frequenza di movimenti ripetitivi delle braccia che costituiscono un elemento di rischio aggiuntivo. Anche le attività di spinta dei carrelli sono frequenti. In uno studio di Molteni e al. (2000) è stata registrata la forza in gioco durante la spinta di un carrello per la sanificazione lungo un corridoio, caratterizzato da pendenze non superiori ai 4°: la movimentazione del carrello a pieno carico di liquidi risulta ai limiti proposti per il 90% della popolazione normale. Gli autori ritengono, in considerazione della riduzione della capacità lavorativa delle lavoratrici anziane, che sia opportuna una applicazione dei limiti suggeriti da Snook-Ciriello ridotti del 10 – 20%”.

E infine un discorso a parte “meritano le macchine utilizzate che possono, in taluni casi, richiedere l’applicazione di elevata forza” da parte degli addetti alle pulizie.

Per ciò che concerne i movimenti ripetitivi, si può dire che allo sforzo statico e dinamico “si accompagna spesso l’elevata frequenza di movimenti ripetitivi delle braccia degli addetti alle pulizie, rischio che si somma ai rischi elencati finora. Uno studio effettuato utilizzando le check-list O.C.R.A.  (Fontani e al.  2009) sui camerieri ai piani di albergo e addetti alle pulizie ha dimostrato l’esistenza di un rischio significativo da movimenti ripetitivi degli arti superiori”.

Relativamente alle misure generali di sicurezza si indica che “sia il carico lavorativo che la fatica degli addetti alle pulizie dipendono enormemente dalle caratteristiche tecniche dell’attrezzatura utilizzata manualmente dagli addetti stessi”.

Ad esempio in letteratura “è stato dimostrato che l’utilizzo del ‘mocio’ bagnato da parte degli addetti alle pulizie, del peso di circa 3 kg., è in grado di determinare un eccessivo sovraccarico biomeccanico muscolo scheletrico. Per queste ragioni sono preferibili i metodi ‘a secco’ o ‘a semi-secco’ (peso 1-2 kg) mediante l’eliminazione del liquido in eccesso attraverso gli appositi strizzatori. Poiché le caratteristiche tecniche delle attrezzature influenzano il carico di lavoro, è importante utilizzare manici aggiustabili al 5°-95° percentile dell’altezza delle donne e degli uomini; il disegno del manico deve permettere alla mano superiore di trasferire la forza direttamente”.

Quali sono le regole fondamentali per ridurre il rischio degli addetti alle pulizie?

– formare e addestrare gli addetti alle pulizie al loro utilizzo;

– fornire agli addetti alle pulizie attrezzature ergonomiche, marcate CE, che possano interagire senza pericolo con altre attrezzature utilizzate contemporaneamente;

– i compiti richiesti agli addetti alle pulizie devono essere conformi alle attrezzature disponibili”.

Nel documento è riportata anche una tabella con alcune possibili soluzioni per i rischi degli addetti alle pulizie; ad esempio:

– spolverare/strofinare: “attrezzi ad impugnatura regolabile, strumenti per pulire più leggeri possibile (es. stracci in microfibra);

– passare l’aspirapolvere: attrezzi leggeri, maneggevoli, dotati di impugnature regolabili e a bassi livelli di rumore;

– lavare con straccio: attrezzi leggeri, regolabili, secchi dotati di ruote, disposizione più comoda di rubinetti e lavandini, miglioramento delle procedure e dell’organizzazione del lavoro;

– lucidare: modelli di macchina più moderni, riduzione delle vibrazioni mediante accurate manutenzioni, procedure per segnalare difetti dopo l’utilizzo;

– smaltimento rifiuti: sostituire i sacchi per la spazzatura con bidoni più leggeri;

– spostare arredi: mobili più leggeri, uso di attrezzature idonee per sollevare e spostare arredi”.

Alcuni rischi sono poi correlati all’uso di attrezzature elettriche da parte degli addetti alle pulizie.

Nel documento dell’ASL di Milano, l’attenzione si focalizza su tre diverse attrezzature utilizzate dagli addetti alle pulizie: spazzatrice aspirante, lavasciuga, spandicera/lucidatrice.

Forniamo l’esempio della spazzatrice aspirante, macchina che consente “una rapida ed ottimale asportazione di polvere e residui solidi” e che si presenta in diversi modelli.  Ad esempio con addetti a bordo per ambienti medio-grandi, oppure con addetti a terra che guidano la macchina poggiando le mani sul manubrio per ambienti più ridotti”.

Questi i rischi connessi all’utilizzo di tale attrezzatura da parte degli alle pulizie:

– “rischi connessi con gli organi in movimento;

– rischi di esposizione a rumore;

– rischi di caduta dal mezzo;

– rischi di ribaltamento del mezzo;

– rischi di elettrocuzione per macchine alimentate da corrente elettrica;

– rischi biologici da contatto con materiali raccolti dalla macchina (polvere, decomposizione di insetti, spore, batteri, acari), soprattutto durante lo svuotamento del bidone o del sacchetto;

– rischi da movimentazione manuale del carico”.

Quali sono le misure generali di sicurezza:

– “formazione, informazione e addestramento degli addetti alle pulizie;

– marcatura CE delle macchine corredate da libretto d’uso;

– fornitura di dispositivi di protezione individuale specifici agli addetti delle pulizie;

– manutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature utilizzate dagli addetti alle pulizie;

– procedure corrette per l’utilizzo, la manutenzione e per l’esecuzione del rifornimento di carburante (lontano da fonti di calore, non fumare);

– procedure corrette per la ricarica delle spazzatrici a batterie (luoghi areati/aperti)”.