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Sicurezza sul lavoro in autunno e inverno: i rischi stagionali che i datori di lavoro spesso sottovalutano (e come prevenirli)

    

Autunno e inverno rappresentano un lungo periodo di transizione e consolidamento delle condizioni climatiche più critiche dell’anno. La luce diminuisce progressivamente, le condizioni meteorologiche diventano più instabili e, con l’avanzare dei mesi, entrano in gioco freddo, gelo e neve.
Per chi gestisce un’azienda, questi mesi possono sembrare una semplice “stagione fredda”, ma in realtà introducono rischi lavorativi specifici, spesso ignorati o sottovalutati.

Giornate più corte, riduzione della visibilità, pioggia, umidità, vento, basse temperature e superfici ghiacciate incidono in modo concreto sulla sicurezza quotidiana, sia nei luoghi di lavoro interni sia nelle attività all’aperto. Capita spesso che questi elementi vengano considerati eventi “naturali” o inevitabili, ma la normativa e la giurisprudenza li qualificano come fattori prevedibili, e quindi da gestire con adeguate misure di prevenzione.

Un pavimento bagnato o ghiacciato, un’area esterna poco illuminata, un’attività svolta con vento forte o freddo intenso non sono incidenti sfortunati, ma eventi che un datore di lavoro diligente è tenuto a prevenire.

Global Medical Service, che da anni affianca le imprese italiane nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ha preparato questa guida stagionale per aiutare i datori di lavoro a individuare i rischi tipici di autunno e inverno e attuare azioni di prevenzione concrete e sostenibili.

 

 

 

Meno luce, più rischio: la visibilità come misura di sicurezza

Con l’autunno e il passaggio all’ora solare, le ore di luce naturale si riducono drasticamente. In inverno, questa condizione diventa strutturale. La scarsa illuminazione incide sulla sicurezza di chi opera in ambienti interni poco illuminati o in spazi esterni come magazzini, cantieri, officine, aree di carico/scarico e parcheggi.

Il D.Lgs. 81/2008, insieme alla norma UNI EN 12464-1, stabilisce che ogni luogo di lavoro deve garantire un livello di illuminazione adeguato e uniforme, evitando abbagliamenti, zone d’ombra o forti contrasti visivi.

Eppure, la carenza di luce viene spesso percepita come un disagio e non come un rischio. In realtà, molti infortuni derivano da una visibilità insufficiente: inciampi, urti, errori di manovra, lettura errata di strumenti o segnaletica.

Interventi pratici consigliati:

  • verificare periodicamente i livelli di illuminamento in tutte le aree di lavoro;

  • integrare la luce naturale con impianti LED a basso consumo e distribuzione uniforme;

  • curare la manutenzione dei corpi illuminanti;

  • installare sensori di presenza in aree di passaggio e magazzini;

  • garantire illuminazione di emergenza e sistemi di backup in caso di blackout.

Un investimento mirato sull’illuminazione riduce gli infortuni, l’affaticamento visivo e migliora comfort e produttività.

 

Pioggia, umidità, gelo e superfici scivolose: prevenire cadute e infortuni “banali”

Tra autunno e inverno, i rischi legati a superfici bagnate o ghiacciate sono tra i più frequenti e sottovalutati. Pioggia, neve, condensa e gelo rendono pavimenti, scale, rampe e aree esterne particolarmente scivolose, aumentando il rischio di cadute anche gravi.

Il D.Lgs. 81/08 (Allegato IV, punto 1.3.2) impone pavimenti fissi, stabili e antisdrucciolevoli. Il DM 236/1989 definisce inoltre i requisiti tecnici e il coefficiente di attrito minimo delle superfici, anche in presenza di acqua o contaminanti.

La giurisprudenza è chiara: pioggia, umidità o ghiaccio non sono eventi imprevedibili. Se un lavoratore scivola per carenze di manutenzione, segnalazione o prevenzione, la responsabilità può ricadere sul datore di lavoro.

Buone pratiche di prevenzione:

  • utilizzare pavimentazioni certificate antiscivolo;

  • controllare periodicamente lo stato delle superfici;

  • installare tappeti drenanti e segnaletica di pericolo;

  • garantire la rimozione tempestiva di acqua, fango, neve o ghiaccio;

  • fornire calzature antiscivolo e, dove possibile, coperture o passerelle per le aree esterne.

Piccoli accorgimenti quotidiani possono evitare conseguenze fisiche e legali rilevanti.

 

Condizioni meteorologiche avverse: non sempre “si può lavorare lo stesso”

Autunno e inverno portano con sé vento forte, piogge persistenti, neve, gelo e bruschi cali di temperatura. Per chi lavora all’aperto – cantieri, agricoltura, logistica, manutenzioni – queste condizioni possono trasformarsi in fattori di rischio rilevanti.

Il Protocollo nazionale sulle emergenze climatiche e l’articolo 2087 del Codice Civile impongono al datore di lavoro di valutare e gestire anche i rischi derivanti dagli agenti atmosferici, prevedendo la sospensione o rimodulazione delle attività in caso di condizioni pericolose.

Lavorare in quota con vento forte, utilizzare mezzi su terreni ghiacciati o movimentare carichi durante precipitazioni intense espone a rischi evitabili.

Definire procedure chiare di sospensione temporanea delle attività è una misura di tutela, non una perdita di produttività. Fermarsi in tempo significa prevenire infortuni gravi. 

 

Freddo e microclima: un rischio spesso ignorato

In inverno, oltre ai rischi ambientali evidenti, emerge il tema del microclima. L’esposizione a basse temperature può provocare riduzione della destrezza manuale, rallentamento dei riflessi, affaticamento e aumento degli errori.

Il microclima rientra a pieno titolo nei rischi da valutare ai sensi del D.Lgs. 81/08, soprattutto per chi lavora in ambienti non riscaldati o all’aperto.

È fondamentale:

  • garantire abbigliamento idoneo;

  • prevedere pause in ambienti riscaldati;

  • organizzare i turni riducendo l’esposizione prolungata al freddo;

  • formare i lavoratori sul riconoscimento dei segnali di stress da freddo.

 

Il fattore umano: stanchezza, concentrazione e sicurezza stradale

Il periodo autunno-inverno incide anche sull’organismo. La riduzione della luce naturale e il cambio di ritmo biologico possono causare stanchezza, calo di concentrazione e micro-distrazioni.

Questo aumenta il rischio di errori operativi e di incidenti stradali in itinere, soprattutto nelle ore serali e con condizioni di scarsa visibilità.

I datori di lavoro dovrebbero:

  • pianificare turni compatibili con il recupero psico-fisico;

  • sensibilizzare sui rischi legati alla stanchezza;

  • migliorare l’illuminazione di parcheggi e percorsi esterni;

  • promuovere una cultura della sicurezza anche nella guida.

 

Aggiornare il DVR: la prevenzione deve seguire le stagioni

Il Documento di Valutazione dei Rischi non è un documento statico. Il D.Lgs. 81/08 impone l’aggiornamento ogni volta che cambiano le condizioni di rischio, anche in modo stagionale.

Rischi come scarsa visibilità, superfici scivolose, freddo, vento o affaticamento rientrano pienamente in questa logica. Inserire nel DVR una sezione dedicata ai rischi climatici stagionali è una buona prassi, da accompagnare con formazione mirata, in linea con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.

 

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La sicurezza come cultura, tutto l’anno

Autunno e inverno ci ricordano che la sicurezza non è un evento, ma un processo continuo. Non possiamo controllare il clima, ma possiamo prepararci in modo intelligente.

Le aziende più solide non si limitano a rispettare gli obblighi, ma integrano la prevenzione nella propria identità. Questo significa meno infortuni, meno assenze e una migliore reputazione verso lavoratori, clienti e partner.

Global Medical Service supporta le imprese nella costruzione di sistemi di sicurezza dinamici, capaci di adattarsi alle stagioni e alle nuove sfide. I nostri servizi di consulenza, sorveglianza sanitaria e formazione accompagnano i datori di lavoro durante tutto l’anno, con soluzioni concrete e personalizzate.

Vuoi un supporto professionale per aggiornare la sicurezza nella tua azienda? Contattaci per ricevere una consulenza personalizzata e preparare un piano di prevenzione efficace per la tua impresa.

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Scritto da Paolo Calderone 

Paolo Calderone

Con oltre 25 anni di esperienza nella gestione di servizi di medicina, formazione e sicurezza sul lavoro, offro soluzioni di consulenza personalizzate alle aziende che vogliono tutelarsi contro le sanzioni previste dal vasto quadro normativo in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08).  Potete contattarmi su LinkedIn per una consulenza personalizzata e per assicurarvi che la vostra azienda sia in linea con le normative in materia di sicurezza sul lavoro. Investire in sicurezza sul lavoro non solo protegge la vostra azienda, ma anche i vostri dipendenti e la vostra reputazione.


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