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Procedure standardizzate per la valutazione del rischio

 

Il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012 ha introdotto le procedure standardizzate per la valutazione del rischio. Se sei un datore di lavoro, certamente ne avrai sentito parlare, ma potresti non avere le idee chiare in materia. Per questo, noi di Global Medical Service, abbiamo deciso di dare una risposta a tutti i dubbi più comuni su come funzionano le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi.

 

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Chi deve utilizzare le procedure standardizzate?

I datori di lavoro sono tenuti a valutare i rischi all'interno dell'azienda e a redigere un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Queste responsabilità fondamentali non possono essere delegate e servono a identificare potenziali pericoli e adottare misure preventive per proteggere i lavoratori.

Questo documento deve contenere:

  1. Una relazione sulla valutazione dei rischi con criteri specifici utilizzati.

  2. Misure preventive e dispositivi di protezione individuale adottati.

  3. Un piano per il miglioramento continuo della sicurezza.

  4. Procedure per l'attuazione delle misure con ruoli definiti.

  5. Nomi delle figure coinvolte nella sicurezza.

  6. Mansioni che comportano rischi specifici e richiedono competenze, esperienza e formazione.

I datori di lavoro possono seguire procedure standardizzate per la valutazione dei rischi per ottenere queste informazioni.

Le aziende idonee a utilizzare le procedure standardizzate sono le seguenti:

  1. Aziende con un organico fino a 10 lavoratori, escludendo le aziende ad alto rischio così come definito nell'articolo 31 comma 6, lettere a, b, c e d del Decreto Legislativo 81/08.

  2. Aziende con un organico fino a 50 lavoratori, escludendo le aziende ad alto rischio così come definito nell'articolo 31 comma 6, lettere a, b, c e d del Decreto Legislativo 81/08, e escludendo le aziende che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, atmosfere esplosive, agenti cancerogeni, mutageni o amianto. In ambito produttivo, questa restrizione è particolarmente rilevante poiché limita l'applicazione in settori specifici.

  

Quando non è possibile applicare procedure standardizzate di valutazioni per aziende?

Non è consentita l'autocertificazione dell'effettuazione della valutazione dei rischi per le seguenti categorie:

a) Aziende industriali di cui all'articolo 2 del Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modifiche, che sono soggette all'obbligo di notifica o rapporto come definito negli articoli 6 e 8 del medesimo decreto.

b) Centrali termoelettriche.

c) Impianti e installazioni soggette agli articoli 7, 28 e 33 del Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifiche.

d) Aziende impegnate nella fabbricazione e nel deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni.

g) Strutture di ricovero e cura, sia pubbliche che private, che impiegano oltre 50 lavoratori.

Per tali categorie, anche se occupano meno di 10 dipendenti, è vietato l'uso delle procedure standardizzate per l'autocertificazione della valutazione dei rischi.


Questo perché si tratta di imprese con dei rischi molto pericolosi che richiedono delle procedure molto più attente e specifiche.

 


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I passaggi delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi

Le Procedure Standardizzate per la valutazione dei rischi, in conformità all'art. 29 del Decreto Legislativo n. 81/2008 e successive modifiche, offrono una struttura ben definita per valutare e mitigare i pericoli all'interno dell'ambiente lavorativo.

Passo 1: descrizione dell'azienda e delle attività lavorative

In questa fase iniziale, si delinea una descrizione generale dell'azienda, comprese le attività svolte e le mansioni dei lavoratori. Questo comprende la documentazione delle lavorazioni aziendali e l'identificazione delle mansioni specifiche attraverso moduli appositi (MODULO N. 1.1 e MODULO N. 1.2).

Passo 2: individuazione dei pericoli presenti

Si procede all'individuazione dei pericoli esistenti all'interno dell'azienda, che potrebbero costituire rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori (MODULO N. 2). Questo processo di identificazione è fondamentale per comprendere i punti critici e le aree di intervento prioritario.

Passo 3: valutazione dei rischi e identificazione delle misure di prevenzione

In questa fase cruciale, si valutano i rischi associati ai pericoli precedentemente individuati. Ciò include l'identificazione delle mansioni coinvolte e degli ambienti di lavoro interessati da tali rischi (MODULO N. 3, colonne dalla n.1 alla n.3). Vengono inoltre identificati strumenti informativi di supporto per la valutazione, come registri di infortuni e profili di rischio. Si procede quindi alla valutazione stessa, utilizzando criteri definiti dalle leggi o basati sull'esperienza aziendale. Le misure di prevenzione e protezione attuate vengono registrate (MODULO N. 3, colonna n.4), e nel caso in cui non siano state attuate tutte le misure previste dalla legislazione, si rendono necessari interventi immediati.

Passo 4: definizione del programma di miglioramento

In questa fase finale, si definiscono misure per garantire un miglioramento continuo della sicurezza nel tempo (MODULO N. 3, colonne dalla 6 alla 8). Questo include anche la definizione delle procedure per l'attuazione delle misure. L'obiettivo è creare un ambiente di lavoro sempre più sicuro e protetto.

Altre informazioni e documentazione

Oltre a questi passaggi, è importante tenere a disposizione ulteriore documentazione che possa supportare la valutazione dei rischi, come registri di infortuni, dati relativi agli indici di rischio e alle dinamiche infortunistiche, nonché norme tecniche e istruzioni di uso e manutenzione. Questi elementi possono essere fondamentali per una valutazione accurata e una definizione delle misure adeguate.

 

Chi è il responsabile delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi?

La responsabilità di condurre tale valutazione è affidata al datore di lavoro. Quest'ultimo assume il ruolo centrale nel processo, coordinando l'intera operazione di valutazione e assicurandone l'effettiva attuazione. Il datore di lavoro è chiamato a coinvolgere diverse figure professionali al fine di garantire una valutazione accurata e completa.

  • Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) gioca un ruolo cruciale nella valutazione dei rischi. La sua competenza tecnica e conoscenza delle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro lo rendono un elemento chiave per identificare i pericoli e suggerire le misure di prevenzione e protezione adeguate.

  • Il Medico Competente, quando richiesto, è coinvolto nel processo, fornendo il suo contributo professionale per valutare gli aspetti legati alla salute dei lavoratori in relazione ai rischi presenti.

  • Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) o il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) rappresentano i lavoratori e partecipano alla valutazione dei rischi dal punto di vista degli addetti. Grazie alla loro esperienza diretta, possono fornire un importante input sulle situazioni rischiose che possono verificarsi durante le attività quotidiane.

  • Dirigenti e preposti, in virtù dei rispettivi ruoli e responsabilità aziendali, sono coinvolti nell'attuazione e nella gestione del programma di miglioramento definito in seguito alla valutazione dei rischi. La loro cooperazione è fondamentale per assicurare che le misure di prevenzione e protezione siano effettivamente messe in atto.

  • I lavoratori, come parte integrante dell'ambiente lavorativo, partecipano attivamente al processo. Attraverso la loro partecipazione, possono condividere le loro osservazioni e suggerimenti riguardo ai rischi che riscontrano sul campo, contribuendo così alla definizione di un ambiente di lavoro più sicuro.

 

Come si effettua la valutazione dei rischi mediante procedure standardizzate

Le procedure standardizzate assicurano che la valutazione dei rischi sia condotta in modo uniforme in tutta l'organizzazione. Ciò garantisce una coerenza nei processi di valutazione e nelle misure di prevenzione adottate, evitando approcci diversi o lacune nell'identificazione dei rischi. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è bene seguire la prassi operativa.

Il Datore di Lavoro, in collaborazione con il RSPP e, se necessario, il Medico Competente, procede a descrivere l'azienda, il ciclo lavorativo e le mansioni coinvolte. Attraverso il modulo apposito (MODULO 2), si individuano i pericoli presenti nell'ambiente di lavoro. Questi pericoli possono riguardare le caratteristiche dell'ambiente, delle attrezzature, degli agenti fisici, chimici o biologici, e altre condizioni che potrebbero mettere a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Per ciascun pericolo individuato, si procede alla valutazione dei rischi associati. Si considerano le condizioni lavorative, l'esposizione dei lavoratori e altre variabili. Si definiscono le misure di prevenzione e protezione necessarie, tenendo conto dei principi generali dell'art. 15 del D.Lgs. 81/08. Queste misure possono includere interventi tecnici, organizzativi, formazione, uso di DPI e altre strategie per ridurre o eliminare i rischi.

Si elabora un programma di miglioramento per implementare le misure di prevenzione e protezione. Questo programma indica le azioni da intraprendere, le tipologie di misure da adottare (tecniche, procedurali, organizzative, formative, ecc.), l'incaricato della loro realizzazione e le date previste per l'attuazione.

La procedura sottolinea che la valutazione dei rischi è un processo dinamico e richiede un riesame regolare, soprattutto in caso di cambiamenti significativi nell'ambiente di lavoro, nell'organizzazione o a seguito di incidenti. Si evidenziano i principi generali guida per la scelta delle misure di riduzione e controllo dei rischi, tra cui l'eliminazione alla fonte, la valutazione completa dei rischi, l'ergonomia, le misure collettive prioritarie, il controllo sanitario, l'informazione e formazione dei lavoratori.

 

Conclusioni

Nel 2012, il Comitato Regionale di Coordinamento per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro ha reso disponibili ai titolari d'impresa queste procedure standard. L'obiettivo è fornire un modello di riferimento per condurre la valutazione dei rischi e mantenerla aggiornata nel tempo. Questo processo mira a identificare adeguate misure di prevenzione e protezione, oltre a sviluppare un piano di miglioramento progressivo per la salute e la sicurezza.

Grazie a questa iniziativa, la procedura di valutazione dei rischi è diventata più agevole e accurata, facilitando l'individuazione delle migliori strategie per garantire la sicurezza dei lavoratori e aumentare l'efficienza aziendale.

Global Medical Service offre il supporto per analizzare i rischi presenti nell'ambiente lavorativo. I nostri esperti possono affiancarti e guidarti nella valutazione dei rischi, nonché nell'elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR).

Ti invitiamo a contattarci per richiedere un preventivo senza obblighi. Consentici di contribuire alla sicurezza e alla produttività della tua impresa attraverso il nostro supporto professionale.

 

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Aggiornato da Paolo Calderone il 9/04/2024

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Paolo Calderone

Professionista con più di 25 anni di esperienza maturati nell’ambito della gestione dei servizi di medicina, formazione e sicurezza sul lavoro, fornisce consulenza alle Aziende che desiderano tutelarsi da tutte le sanzioni in cui si potrebbe incorrere a causa del vasto quadro normativo concernente la sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08). Docente dei corsi di formazione per le figure professionali previste dal D.lvo 81/08.


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