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Novità sicurezza sul lavoro gennaio 2026: cosa cambia per i datori di lavoro

 

Gennaio 2026 segna un punto di svolta nella disciplina italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Con la conversione del Decreto-Legge 159/2025 nella Legge 198/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a inizio gennaio, entrano in applicazione una serie di misure che incidono in modo concreto sull’organizzazione aziendale, sulla gestione dei rischi, sulla formazione e sulla sorveglianza sanitaria.

Il legislatore ha scelto una direzione chiara: rafforzare la prevenzione, aumentare i controlli, rendere tracciabili i comportamenti aziendali e responsabilizzare maggiormente il datore di lavoro. Le novità riguardano trasversalmente quasi tutti i settori produttivi, con alcuni focus specifici su agricoltura, edilizia, alternanza scuola-lavoro e inclusione lavorativa.

Chi gestisce un’azienda oggi si trova davanti a una domanda: da dove parto per essere davvero in regola?

È la stessa domanda che in Global Medical Service ascoltiamo ogni giorno da imprenditori, HR e responsabili della sicurezza che vogliono tutelare le persone e, allo stesso tempo, evitare errori che possono costare caro.

 

 

Il Decreto 159/2025 convertito in Legge 198/2025: quadro generale

La Legge 198/2025 nasce con la finalità di ridurre infortuni e malattie professionali attraverso un sistema più strutturato di vigilanza, prevenzione e controllo. Dal 1° gennaio 2026 diventano operative misure che coinvolgono:

  • potenziamento degli organi ispettivi

  • revisione del sistema sanzionatorio

  • digitalizzazione della gestione della sicurezza

  • rafforzamento della sorveglianza sanitaria

  • nuovi obblighi documentali e organizzativi.

Per il datore di lavoro, il decreto richiede un approccio più sistemico alla sicurezza, meno formale e più orientato alla prevenzione misurabile. 

 

I settori interessati

Nel 2026 il comparto agricolo entra in una fase di controllo più stringente sul piano della sicurezza e della regolarità del lavoro. La Legge 198/2025 rafforza il contrasto al caporalato e lega in modo più diretto l’accesso ai benefici contributivi al comportamento reale delle imprese. Dal 1° gennaio i contributi INAIL vengono rimodulati sulla base dell’andamento infortunistico e della gestione dei rischi: le aziende che dimostrano un’organizzazione solida della prevenzione possono accedere a riduzioni tariffarie, mentre quelle coinvolte in violazioni gravi in materia di salute e sicurezza perdono ogni agevolazione.

Un ruolo centrale assume la Rete del lavoro agricolo di qualità, alla quale si accede solo dopo verifiche preventive più rigorose. Le valutazioni riguardano la posizione contributiva, la regolarità dei rapporti di lavoro e la presenza di un sistema di sicurezza strutturato. Il meccanismo premia le imprese che investono nella tutela dei lavoratori e rafforza l’azione di contrasto verso pratiche irregolari che continuano a generare infortuni e sfruttamento.

Cambiano in modo significativo anche i percorsi di alternanza scuola-lavoro. Dal 2026 gli studenti vengono equiparati ai lavoratori sotto il profilo assicurativo e formativo, con un’estensione completa della tutela INAIL. Le aziende ospitanti assumono un ruolo più responsabile e devono garantire una formazione specifica sulla sicurezza, affiancare gli studenti con tutor adeguatamente formati e assicurare un rapporto numerico che consenta una reale vigilanza sulle attività svolte. La sicurezza entra a far parte del percorso educativo e diventa un elemento valutabile, rafforzando l’idea che l’esperienza lavorativa debba svolgersi in ambienti controllati e consapevoli.

Sul piano dell’inclusione lavorativa, la normativa introduce un rafforzamento delle politiche di assunzione delle persone con disabilità. Nelle aziende con oltre cinquanta dipendenti la quota di riserva cresce fino al 60%, accompagnata da incentivi contributivi più elevati che mirano a favorire inserimenti stabili e qualificati. La sicurezza assume un ruolo determinante nella progettazione delle mansioni e nell’adattamento dei posti di lavoro, rendendo necessario un coordinamento più stretto tra organizzazione aziendale, sorveglianza sanitaria e valutazione dei rischi.

 

Controlli e vigilanza: più ispettori, più verifiche, più tracciabilità

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rafforzamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro. La legge prevede un incremento significativo degli organici, con oltre 1.300 nuove unità ispettive e 145 carabinieri specializzati, destinati in via prioritaria ai settori ad alto rischio.

I controlli si concentrano su:

  • cantieri e subappalti

  • agricoltura e logistica

  • imprese con precedenti violazioni

  • aziende prive di tracciabilità formativa e sanitaria

Accanto alla presenza fisica degli ispettori, il decreto introduce strumenti digitali che consentono verifiche incrociate rapide su DVR, formazione, sorveglianza sanitaria e rapporti di lavoro.

 

Sanzioni più elevate e responsabilità più estese

Dal 2026 cambia anche il quadro sanzionatorio. La Legge 198/2025 raddoppia l’importo minimo delle sanzioni per violazioni gravi in materia di salute e sicurezza, soprattutto nei casi di:

  • mancata valutazione dei rischi

  • assenza di formazione obbligatoria

  • carenze nella sorveglianza sanitaria

  • impiego di lavoratori senza idoneità

Le sanzioni colpiscono non solo l’azienda, ma rafforzano la responsabilità diretta del datore di lavoro e delle figure apicali. 

 

DVR e gestione digitale della sicurezza

Un altro asse centrale delle novità 2026 riguarda il Documento di Valutazione dei Rischi. Il decreto spinge verso una gestione digitale del DVR, integrata con altri strumenti aziendali e con le piattaforme pubbliche. È uno degli aspetti su cui, come Global Medical Service, insistiamo molto nel lavoro con i datori di lavoro: prevenire costa meno che rimediare.

Per molte imprese diventa necessario:

  • aggiornare il DVR includendo rischi emergenti

  • integrare il tracciamento dei mancati infortuni

  • collegare valutazione dei rischi, formazione e sorveglianza sanitaria

Per le aziende con più di 15 dipendenti scatta l’obbligo di analisi strutturata dei “near miss, cioè degli eventi che non hanno causato danni ma che avrebbero potuto generare un infortunio. L’obiettivo è anticipare il rischio prima che si trasformi in evento lesivo.

 

Sorveglianza sanitaria: un ruolo più attivo del medico competente

Dal 1° gennaio 2026 cambia in modo significativo il ruolo del medico competente. La sorveglianza sanitaria non si limita più al rilascio di giudizi di idoneità, ma assume una funzione più ampia di prevenzione e promozione della salute.

La normativa introduce visite mediche obbligatorie in caso di sospetto uso di alcol o sostanze, computo dei controlli sanitari all’interno dell’orario di lavoro e integrazione della prevenzione oncologica nei programmi aziendali.

Il medico competente diventa un attore centrale nella strategia di tutela della salute, con obblighi informativi più stringenti e un coinvolgimento diretto nei programmi di welfare e prevenzione, anche in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale.

 

Altre novità

Parallelamente si amplia l’obbligo formativo per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Dal 2026 la formazione RLS riguarda anche le imprese con meno di quindici dipendenti, superando una distinzione che negli anni aveva creato lacune nella rappresentanza. I percorsi formativi risultano più snelli, ma mantengono un aggiornamento periodico focalizzato sui rischi emergenti, sulle trasformazioni organizzative e sull’uso di strumenti digitali per la prevenzione.

Il decreto richiama infine l’introduzione di nuove norme UNI orientate all’uniformità degli standard di sicurezza, con particolare attenzione alla sorveglianza sanitaria e al tracciamento degli eventi aziendali legati alla prevenzione. L’obiettivo è favorire una gestione basata su dati concreti e indicatori misurabili, superando una visione puramente documentale della sicurezza e avvicinando le imprese italiane agli orientamenti europei più avanzati.

 

Cosa deve fare il datore di lavoro da gennaio 2026

Alla luce delle novità introdotte, il datore di lavoro è chiamato a rivedere l’intero sistema di gestione della sicurezza. Le priorità operative includono:

  • aggiornamento del DVR con rischi emergenti e near miss

  • verifica della formazione di lavoratori, preposti e RLS

  • revisione della sorveglianza sanitaria e del ruolo del medico competente

  • controllo della tracciabilità documentale

  • adeguamento delle procedure in caso di studenti, subappalti e lavoratori fragili

È esattamente su questi passaggi che Global Medical Service affianca le aziende: trasformare obblighi complessi in procedure chiare, sostenibili e davvero utili.

Le novità di gennaio 2026 delineano un modello di sicurezza più evoluto, integrato e misurabile. Il legislatore punta su prevenzione, digitalizzazione, formazione e salute come leve per ridurre eventi gravi e migliorare la qualità del lavoro.

Chi investe in modo strutturato nella sicurezza costruisce organizzazioni più solide, sostenibili e allineate agli standard europei che guideranno il prossimo futuro del lavoro. Contattaci oggi per ottenere supporto su redazione DVR, medicina del lavoro e corsi per lavoratori a Milano e Melzo.

 

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Scritto da Paolo Calderone 

Paolo Calderone

Con oltre 25 anni di esperienza nella gestione di servizi di medicina, formazione e sicurezza sul lavoro, offro soluzioni di consulenza personalizzate alle aziende che vogliono tutelarsi contro le sanzioni previste dal vasto quadro normativo in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08).  Potete contattarmi su LinkedIn per una consulenza personalizzata e per assicurarvi che la vostra azienda sia in linea con le normative in materia di sicurezza sul lavoro. Investire in sicurezza sul lavoro non solo protegge la vostra azienda, ma anche i vostri dipendenti e la vostra reputazione.


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