Domande frequenti

Cosa rischia un’azienda che non ha il DVR?

Non è una multa: è un reato. Arresto o ammenda, sospensione dell’attività, e la via d’uscita che esiste se si reagisce in tempo.

Rischia molto più di una multa. La mancata redazione del DVR è un reato, non un illecito amministrativo: il datore di lavoro risponde penalmente, con arresto o ammenda, e l’attività può essere sospesa. E se nel frattempo accade un infortunio, l’assenza del documento pesa su tutto il resto.

Non è una multa: è una contravvenzione penale

È la differenza che quasi nessuno spiega, e cambia tutto.

Una sanzione amministrativa si paga e finisce lì. Una contravvenzione apre un procedimento penale a carico della persona del datore di lavoro — non della società — e per la mancata elaborazione del DVR la legge prevede l’arresto da tre a sei mesi oppure un’ammenda.

Non è un dettaglio formale: significa un fascicolo, un procedimento e un nome che ci finisce dentro.

Perché online si trovano importi diversi

Cercando «sanzioni DVR» si incontrano cifre che non coincidono, date tutte con la stessa sicurezza. Non è disinformazione: è che gli importi delle sanzioni sul lavoro vengono rivalutati periodicamente per decreto.

Il D.Lgs. 81/08 fissa un importo base — per la mancata elaborazione del DVR, un’ammenda da 2.500 a 6.400 euro — e prevede che quelle cifre siano aggiornate nel tempo. Ogni rivalutazione le alza, e ogni pagina scritta prima dell’ultima resta indietro.

La conseguenza pratica: l’importo che conta è quello in vigore al momento della violazione, non quello letto su una pagina qualsiasi. Se vi serve la cifra esatta per una situazione reale, va presa dal testo aggiornato — e chi vi dà un numero secco senza dire a quale rivalutazione si riferisce vi sta dando un’informazione che invecchia senza avvisarvi.

L’ordine di grandezza, però, non cambia: qualche migliaio di euro, con il massimo che supera i settemila.

La sospensione dell’attività

Accanto alla sanzione penale c’è la conseguenza che si sente subito: l’attività può essere sospesa, e la mancanza del DVR è una delle cause tipiche.

Per un’azienda è la parte più cara di tutte, e non compare in nessuna tabella di sanzioni: sono i giorni in cui non si produce, le consegne che saltano e i clienti che se ne accorgono.

La via d’uscita che esiste: la prescrizione

Questa è la parte che conviene conoscere prima di trovarsi nella situazione.

Quando l’organo di vigilanza accerta la violazione, non emette solo una sanzione: impartisce una prescrizione, cioè un termine entro cui mettersi in regola. Se il datore di lavoro regolarizza entro quel termine e paga in misura ridotta, il reato si estingue.

È il meccanismo previsto dal D.Lgs. 758/94, e la riduzione porta il dovuto a un quarto del massimo. Vuol dire che la differenza fra un procedimento penale che va avanti e uno che si chiude sta quasi sempre in quanto in fretta si reagisce.

Il corollario è meno rassicurante: chi ignora la prescrizione o lascia scadere il termine perde l’unica uscita ordinata dalla vicenda.

Il caso più comune non è l’assenza: è il documento vecchio

Le aziende senza alcun DVR sono una minoranza. La situazione che si incontra davvero è un’altra: il documento c’è, ma non descrive più l’azienda — mansioni cambiate, reparti nuovi, macchinari diversi.

Sul piano delle conseguenze quel DVR vale quanto un DVR mancante, e lo si scopre nel momento peggiore: un controllo, o un infortunio su un rischio che il documento non aveva considerato. Per capire se è il vostro caso: ogni quanto va aggiornato il DVR.

Chi se ne occupa

L’obbligo è del datore di lavoro e non è delegabile. La redazione si fa con il supporto dell’RSPP e, dove c’è sorveglianza sanitaria, del medico competente: la guida completa è la pagina DVR, e sui costi quanto costa il DVR.

GMS — Global Medical Service, Milano — redige e aggiorna il DVR per le aziende di Milano e provincia, con RSPP esterno e medicina del lavoro: scrivete da contatti o chiamate il 02 41.22.561.

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