Domande frequenti
Chi redige il DUVRI?
Lo redige il committente, non l’impresa che entra. Quando serve, quando no, e perché un DUVRI generico non è un DUVRI.
Il DUVRI lo redige il datore di lavoro committente: cioè l’azienda che ospita l’impresa esterna nei propri ambienti, non l’impresa che entra. È la risposta contraria a quella che dà l’intuito, ed è la ragione per cui molte aziende scoprono di doverlo fare quando arriva il fornitore.
Committente e appaltatore: chi fa che cosa
Il committente — chi affida il lavoro — redige il documento, perché è l’unico che conosce i rischi del proprio ambiente: dove passano i muletti, quale quadro elettrico è in tensione, quando si lavora e quando no.
L’impresa appaltatrice non è però una comparsa: porta i rischi che introduce lei — la fiamma, il ponteggio, il solvente — e coopera alla valutazione. Il DUVRI nasce dall’incontro delle due informazioni, e per questo non si può scrivere prima di sapere chi entrerà e a fare cosa.
La regola pratica: se nei vostri locali entra personale di un’altra azienda — pulizie, manutenzione impianti, tinteggiatura, riparazione macchinari, trasloco — il documento tocca a voi.
Quando non serve
Ci sono casi in cui il DUVRI non è richiesto. In sintesi:
- i servizi di natura intellettuale — un consulente che viene a fare una riunione non genera interferenze;
- le mere forniture di materiali o attrezzature, senza installazione;
- i lavori di durata molto breve, sotto la soglia prevista dalla norma.
Ma l’esenzione salta quando in gioco ci sono rischi particolari — incendio di livello elevato, ambienti confinati, agenti cancerogeni, amianto, atmosfere esplosive. In quei casi il documento serve comunque, anche per un intervento di mezz’ora.
Sulle soglie esatte e sull’elenco completo delle esclusioni conviene farsi dire il caso concreto: è il punto in cui una lettura approssimativa della norma costa più di una consulenza.
L’errore più frequente: il DUVRI generico
Un DUVRI scaricato da un modello e compilato con il nome dell’azienda non è un DUVRI: è un foglio che dice che le interferenze sono state valutate senza che nessuno le abbia guardate.
Il documento ha senso se contiene cose vostre: gli orari in cui il fornitore può lavorare, i percorsi che deve usare, le aree in cui non può entrare, chi contatta in caso di problema. È corto, ma è specifico — ed è esattamente ciò che un organo di vigilanza guarda per primo.
DUVRI e DVR non sono la stessa cosa
Sono due documenti diversi con due scopi diversi: il DVR valuta i rischi della vostra attività, il DUVRI valuta solo quelli che nascono dall’incontro fra la vostra attività e quella di chi entra. Avere il primo non esime dal secondo. La differenza in dettaglio è spiegata nella FAQ DVR e DUVRI sono la stessa cosa?.
Per il quadro completo — contenuti minimi, casi di esclusione e responsabilità — la guida è la pagina DUVRI; sulle conseguenze di non averlo, le sanzioni per la mancata redazione.
GMS — Global Medical Service, Milano — affianca le aziende di Milano e provincia nella redazione del DUVRI e nella gestione documentale della sicurezza: scrivete da contatti o chiamate il 02 41.22.561.
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