Domande frequenti
Chi coordina le squadre di emergenza in azienda?
La differenza fra addetto e coordinatore, chi può essere designato, dove è scritto chi fa che cosa, e i tre controlli che dicono se la squadra esiste davvero.
Il coordinamento delle emergenze resta in capo al datore di lavoro, che può affidarlo a una persona designata e formata — spesso l’RSPP o un coordinatore delle emergenze. Gli addetti antincendio e gli addetti al primo soccorso sono i componenti della squadra: eseguono, non dirigono.
Addetto e coordinatore non sono la stessa cosa
È la confusione più diffusa, e in emergenza si paga cara.
L’addetto ha un compito operativo e circoscritto: usa l’estintore, presta il primo soccorso, accompagna le persone all’uscita. È formato per fare quella cosa lì.
Il coordinatore ha un compito diverso: decide. Dichiara l’emergenza, sceglie se evacuare o no, chiama i soccorsi esterni, li riceve e dice loro che cosa c’è dentro l’edificio, verifica che non manchi nessuno al punto di raccolta.
Un’azienda che ha nominato tre addetti antincendio e nessuno che coordini ha la squadra ma non ha la regia. Nel momento in cui serve, tre persone formate fanno tre cose diverse contemporaneamente.
Chi può essere designato
Il datore di lavoro può tenere il coordinamento per sé, oppure affidarlo a una persona interna che conosca l’organizzazione e sia adeguatamente formata. Nelle aziende strutturate il ruolo va spesso all’RSPP, che conosce già rischi e piano di emergenza.
Il criterio pratico non è il titolo, sono due domande: quella persona c’è, nei turni in cui l’azienda lavora? E ha l’autorità per far smettere di lavorare tutti? Un coordinatore che non c’è il sabato, o a cui nessuno ubbidisce, è un nome su un foglio.
Dove è scritto chi fa che cosa
Nel piano di emergenza. È il documento che stabilisce chi dichiara l’emergenza, chi chiama i soccorsi, chi controlla le uscite, dove ci si raduna e chi conta le persone.
E la prova di evacuazione è ciò che dice se quel piano funziona davvero o solo sulla carta: è l’unico momento in cui si scopre che una porta è bloccata, che il punto di raccolta è nel posto sbagliato, o che metà del personale non sa chi comanda.
L’errore più comune: la squadra che esiste solo sui documenti
Nella maggior parte delle aziende il problema non è l’assenza della squadra: è che la squadra sulla carta non corrisponde più alle persone che ci lavorano.
Tre controlli che si fanno in dieci minuti:
- gli addetti designati lavorano ancora qui, e sono presenti nei turni in cui l’azienda è aperta?
- la loro formazione è aggiornata, o l’attestato è di sette anni fa?
- l’ultima prova di evacuazione quando è stata fatta, e che cosa era emerso?
Se una delle tre risposte non c’è, la squadra di emergenza è un adempimento archiviato, non un’organizzazione che funziona.
Chi se ne occupa
Per approfondire: il piano di emergenza e la prova di evacuazione e chi va nominato per la sicurezza antincendio, che risponde alla domanda vicina ma diversa di chi designare.
I due percorsi formativi sono il corso per addetto antincendio e il corso per addetto al primo soccorso. GMS — Global Medical Service, Milano — forma le squadre di emergenza delle aziende di Milano e provincia e affianca il datore di lavoro nella stesura del piano: scrivete da contatti o chiamate il 02 41.22.561.
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