Sicurezza sul lavoro
RSPP – Figura e compiti
Chi è il RSPP, cosa fa e quali sono i suoi obblighi. Nomina, formazione obbligatoria e responsabilità previste dalla legge.
L’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) è la figura che assiste il datore di lavoro nella valutazione dei rischi e nella programmazione delle misure di sicurezza; la nomina è obbligatoria in ogni azienda con almeno un lavoratore.

Aggiornamento 2025: l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 ha sostituito gli accordi 2006/2011/2016 citati in questa pagina, ma la struttura dei moduli A/B/C e l’aggiornamento quinquennale dell’RSPP restano confermati invariati.
Il percorso di formazione prevede tre moduli — A (28 ore), B (48 ore, con eventuali specializzazioni di settore da 12 a 16 ore) e C (24 ore, solo per chi ricopre il ruolo di RSPP) — con aggiornamento quinquennale di 40 ore per l’RSPP e 20 ore per l’ASPP.
Adesso per gradi vediamo quali sono le cose più importanti da sapere sulla figura del RSPP aziendale.

I moduli A, B e C: la formazione obbligatoria per diventare RSPP.
Chi può svolgere il ruolo di RSPP
Da non confondere con due figure vicine: l’ASPP, che affianca l’RSPP dentro il servizio di prevenzione, e il manager HSE, che è un ruolo aziendale e non una nomina di legge.
| Aspetto | RSPP | ASPP |
|---|---|---|
| Ruolo | Responsabile del servizio di prevenzione e protezione | Addetto al servizio di prevenzione e protezione |
| Responsabilità | Coordina il SPP, è il riferimento per datore di lavoro e organi di vigilanza | Supporto operativo e tecnico all’RSPP |
| Compiti | Valutazione dei rischi, procedure, formazione, audit, riunione periodica | Raccolta dati, sopralluoghi, applicazione delle procedure |
| Formazione | Moduli A e B con aggiornamento quinquennale, più il modulo C | Moduli A e B con aggiornamento quinquennale |
| Nomina | Obbligatoria: interno, esterno o datore di lavoro formato | Facoltativa, a supporto dell’RSPP |
Una volta visto nello specifico l’rspp chi è, vediamo chi può svolgere il compito di Responsabile del servizio prevenzione e protezione in azienda.
Innanzitutto va precisato che può essere svolto dal Datore di lavoro.
Oltre al datore di lavoro che non può svolgerlo in tutti i casi, di seguito approfondiamo l’argomento, il servizio di prevenzione e protezione può essere svolto da una figura interna all’azienda cioè un dipendente dell’azienda stessa o da un consulente esterno che ne abbia i titoli.
Quando è obbligatoria la nomina di un RSPP in azienda?
La nomina del RSPP è obbligatoria in tutte le aziende in cui sia presente almeno un lavoratore.
Chi nomina l’RSPP in azienda
E’ il datore di lavoro che ha l’obbligo di nominare un RSPP che gestisca la sicurezza della propria azienda.
Quali sono i compiti dell’RSPP
I compiti di seguito specificati, sono rivolti a:
- monitorare e segnalare al datore di lavoro eventuali necessità di aggiornamento del DVR in base alla modifica dei rischi aziendali o in relazione a nuove normative di legge;
- individuare e valutare i fattori di rischio aziendale;
- definire le misure di sicurezza e igiene del lavoro nel rispetto della normativa vigente;
- elaborare le misure preventive e protettive e i sistemi di cui all’art. 28, comma 2, lettera b e i sistemi di controllo di tali misure;
- elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
- proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
- partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e di sicurezza;
- fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’art. 36;
- partecipare alla riunione del Servizio di Prevenzione e Protezione.
Che formazione deve svolgere un RSPP
Un RSPP per gestire il servizio di prevenzione di in azienda deve aver frequentato dei corsi di formazione che siano funzionali al ruolo da svolgere e deve essere in possesso di un attestato che dimostri di aver acquisito una specifica formazione e preparazione in materia di prevenzione e protezione dai rischi.
Che formazione deve avere il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione?
L’art. 32 del D.Lgs. 81/08 dichiara che le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione dai rischi interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.
Per svolgere l’incarico di RSPP di un’azienda, come previsto dal D.Lgs 81/08 art. 32, sia nel caso in cui si sia un dipendente o un consulente è obbligatorio essere in possesso di:
- un titolo di studio equivalente o superiore al diploma di istruzione secondaria superiore
- un attestato di frequenza a corsi specifici di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, con verifica finale dell’apprendimento.
Che corsi devi svolgere per diventare RSPP
Programma e contenuti dei corsi RSPP sono oggi definiti dall’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, che ha sostituito i precedenti accordi del 2006 e del 2016
Il programma del corso RSPP è diviso in 3 moduli:
- MODULO A di 28 ore di formazione in aula valido per tutti i macro-settori di attività lavorativa, sia per RSPP che ASPP. Tale modulo è frequentabile anche in modalità e-Learning;
- MODULO B comune di 48 ore, sia per RSPP sia per ASPP che si può frequentare solo in presenza. Per svolgere l’incarico in specifici settori è necessario specializzarsi. Cioè oltre al MODULO B è necessario frequentare i moduli di specializzazione (SP) differenti per settore quali: SP1 – agricoltura e Pesca 12 ore; SP2 – cave e costruzioni 16 ore; SP3 Sanità residenziale 12 ore; SP4 chimico-petrolchimico 16 ore.
- MODULO C di 24 ore solo per RSPP che si può frequentare solo in presenza e che tratta specificatamente i temi della comunicazione.
L’RSPP ha l’obbligo di aggiornarsi?
Certamente!
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha l’obbligo di aggiornarsi periodicamente secondo quanto previsto e definito nell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025
L’aggiornamento quinquennale obbligatorio è di 40 ore per l’RSPP e 20 ore per l’ASPP, indipendentemente dal livello di rischio dell’azienda.
Diverso è il caso in cui l’RSPP non venga proprio nominato: lì le sanzioni per la mancata nomina colpiscono direttamente il datore di lavoro.
Quali sono le sanzioni per la mancata formazione del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione
Nel caso in cui un Datore di lavoro si nominasse RSPP senza aver eseguito la formazione obbligatoria rischia l’arresto da 3 a 6 mesi o l’ammenda da 2500 € a 6400 €. L’arresto nelle aziende a rischio rilevante o con esposizione a rischi biologici (Gr. 3 o 4), ATEX, cancerogeni o mutageni, amianto, cantieri >200 u/g e con presenza di più imprese, miniere e ricovero e cura con più di 50 lavoratori va da 4 a 8 mesi.
In quali casi il Datore di lavoro può svolgere l’incarico di RSPP in prima persona
Il Datore di Lavoro è legittimato ad assumere in prima persona il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione rspp per la propria impresa solo nei seguenti casi:
- Aziende artigiane fino a 30 addetti;
- Aziende industriali fino a 30 addetti (sono escluse le attività di cui all’Art.1 del D.Lgs. 334/99 – Normativa SEVESO: aziende soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica, centrali termoelettriche, impianti o laboratori nucleari, aziende estrattive ed altre attività minerarie, per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri, munizioni, strutture di ricovero pubbliche e/o private);
- Aziende agricole e zootecniche fino a 10 addetti;
- Aziende della pesca fino a 20 addetti;
- altre aziende fino a 200 addetti.
Quando si può nominare un RSPP esterno
Può essere sempre nominato un consulente del datore di lavoro in possesso delle capacità, tranne che in questi specifici casi, previsti dal D.lgs 81 08, in cui dev’essere per forza nominato un interno:
- nelle centrali termoelettriche,
- nelle aziende per la fabbricazione e il deposito di esplosivi, polveri e munizioni,
- in società con oltre 200 lavoratori,
- nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori
- nelle strutture di ricovero e cura, pubbliche e private, con oltre 50 lavoratori.
Interno o esterno: che cosa cambia davvero
| Aspetto | RSPP interno | RSPP esterno |
|---|---|---|
| Conoscenza dei processi | Molto elevata, presenza quotidiana | Buona, con visite e audit periodici |
| Specializzazione | Dipende dal profilo interno | Alta, multi-settore e aggiornamento continuo |
| Costi | Fissi: tempo uomo, corsi, aggiornamenti | Variabili e prevedibili per servizio |
| Imparzialità | Rischio di condizionamenti interni | Maggiore indipendenza nelle valutazioni |
| Scalabilità | Limitata alla disponibilità interna | Estendibile a più sedi e stabilimenti |
Il Datore di lavoro può nominare un consulente esterno quale RSPP?
In riferimento a quanto previsto dal Testo Unico della Sicurezza, D.Lgs 81 08, il Datore di lavoro può nominare la figura di un consulente esterno all’azienda quale “Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione”.
E’ infatti consentito che il datore di lavoro attribuisca l’incarico del servizio prevenzione e protezione ad una figura esterna all’azienda, appunto un RSPP esterno, anche in questo caso previo accertamento delle competenze tecniche e professionali richieste dalla legge sulla tutela della sicurezza sul lavoro nei luoghi di lavoro.
Perchè per un datore di lavoro è utile nominare un RSPP esterno
I compiti del Responsabile servizio prevenzione e protezione sono come abbiamo visto in precedenza abbastanza complessi e soprattutto delicati in quanto, la qualità del lavoro svolto, spesso può fare la differenza nel definire le misure di sicurezza e igiene del lavoro nel rispetto della normativa vigente.
Per questo motivo le competenze del consulente sono fondamentali nel garantire al datore di lavoro una buona gestione della sicurezza sul lavoro in azienda, della prevenzione dai rischi, ma soprattutto una corretta stesura del documento di valutazione dei rischi
Oltre a ciò i compiti del Responsabile servizio di prevenzione e protezione spesso esulano dalla stretta gestione dei fattori di rischio prevista dalla normativa sulla sicurezza del lavoro, arrivando a diventare fondamentale nella gestione di attività quali la richiesta/compilazione del Modello OT24, permettendo alle aziende che abbiano attuato interventi relativi al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (D.Lgs. 81/2008), di far ottenere al datore di lavoro uno sconto sul premio assicurativo annuale INAIL .
Per questo motivo le competenze del consulente sono fondamentali nel garantire al datore di lavoro una buona gestione della sicurezza sul lavoro in azienda, della prevenzione dai rischi, ma soprattutto una corretta stesura del documento di valutazione dei rischi.
Oltre a ciò i compiti del Responsabile servizio di prevenzione e protezione spesso esulano dalla stretta gestione dei fattori di rischio prevista dalla normativa sulla sicurezza del lavoro, arrivando a diventare fondamentale nella gestione di attività quali la richiesta/compilazione del Modello OT24, permettendo alle aziende che abbiano attuato interventi relativi al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (D.Lgs. 81/2008), di far ottenere al datore di lavoro uno sconto sul premio assicurativo annuale INAIL .
Quanto guadagna un consulente del servizio di prevenzione e protezione
Non c’è una regola per definire esattamente il guadagno annuale di un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, dipende sicuramente dalla sua esperienza. In linea di massima si va da un minimo di 17/18 mila euro l’anno per il lavoro di un consulente junior fino a gli oltre 50 mila di un senior.
Quanto costa all’azienda il servizio prevenzione e protezione rspp esterno
Per approfondire l’argomento ti rimandiamo a Quanto costa un RSPP esterno: tariffe 2026 dove trovi il dettaglio dei costi in base ai diversi parametri da tenere in considerazione. Se invece cerchi direttamente il servizio, vedi RSPP esterno a Milano e provincia.
Quando va aggiornata la nomina
La nomina non è un atto da fare una volta sola. Va rivista quando:
- cambia la persona incaricata o l’organizzazione del servizio;
- scadono gli aggiornamenti formativi;
- cambiano in modo significativo rischi, processi o layout dei luoghi di lavoro;
- si aprono nuove sedi, reparti o linee produttive.
La vostra azienda è in regola? La lista di controllo
- nomina formale dell’RSPP (interno, esterno o datore di lavoro);
- curriculum e attestati aggiornati secondo l’Accordo Stato-Regioni 2025;
- partecipazione documentata alla stesura del DVR e alle riunioni periodiche;
- programma e registri della formazione e dell’addestramento;
- piano di miglioramento con responsabilità e scadenze;
- audit interni e gestione delle non conformità.
Approfondimenti collegati: chi può ricoprire il ruolo di RSPP come datore di lavoro, le sanzioni da evitare e come si distingue dalle altre figure della sicurezza (ASPP, medico competente, RLS).
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