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POS

Cos’è il Piano Operativo di Sicurezza, chi lo redige e quando serve.

Voce di glossario. La guida completa: POS, Piano Operativo di Sicurezza: la guida completa.

Il POS (Piano Operativo di Sicurezza) è il documento che ogni impresa esecutrice redige per il proprio cantiere, con le misure di sicurezza specifiche per ridurre il rischio di infortunio nelle lavorazioni che svolge — previsto dall’art. 96 del D.Lgs. 81/08.

Sempre uno per ogni impresa

A differenza del PSC, che è unico per tutto il cantiere e riguarda anche i rischi esterni, il POS riguarda solo le lavorazioni della singola impresa esecutrice: se in cantiere operano più imprese, ognuna ha il proprio POS.

Quando è obbligatorio

Sempre, in ogni cantiere temporaneo o mobile, indipendentemente dal numero di imprese coinvolte — a differenza del PSC, che serve solo quando in cantiere opera più di un’impresa.

Cosa deve contenere

Descrive le lavorazioni specifiche dell’impresa in quel cantiere, le attrezzature utilizzate, le misure di sicurezza adottate e i nominativi dei responsabili — è un documento operativo, pensato per essere consultato sul posto, non solo archiviato.

Perché va tenuto in cantiere, non in ufficio

A differenza di altri documenti che restano negli archivi aziendali, il POS deve essere disponibile fisicamente sul luogo di lavoro: in caso di ispezione, i lavoratori e i responsabili devono poterlo mostrare e consultare immediatamente, senza doverlo richiedere alla sede.

Domande frequenti

Il POS serve anche se in cantiere lavora una sola impresa?
Sì, è sempre obbligatorio, a differenza del PSC.

Chi redige il POS?
Ciascuna impresa esecutrice, per le proprie lavorazioni.

GMS redige il POS per le imprese di Milano e Melzo: la guida completa. Termine correlato: PSC.

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