Glossario

Inidoneità alla mansione

Cosa significa un giudizio di inidoneità, temporanea o permanente, e cosa comporta.

L’inidoneità alla mansione è il giudizio con cui il medico competente dichiara che il lavoratore non può, in tutto o in parte, svolgere la mansione specifica — può essere temporanea (da rivedere) o permanente.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Un giudizio di inidoneità non basta da solo a giustificare il licenziamento: il datore di lavoro deve prima verificare se esiste, in azienda, un’altra mansione compatibile a cui adibire il lavoratore. Solo se non esiste alcuna soluzione possibile il rapporto può cessare per questo motivo.

Inidoneità temporanea o permanente

Se temporanea, il lavoratore viene generalmente sospeso dalla mansione fino alla successiva visita di revisione. Se permanente, il datore di lavoro deve cercare una ricollocazione stabile prima di considerare la cessazione del rapporto.

La ricollocazione, prima del licenziamento

La legge non impone al datore di lavoro di creare una posizione che non esiste, ma di verificare seriamente se una mansione compatibile è già disponibile in azienda. È un passaggio che i tribunali controllano con attenzione: un licenziamento deciso senza aver davvero verificato le alternative rischia di essere considerato illegittimo.

Chi decide se una mansione è compatibile

È il medico competente a stabilire, sulla base del quadro clinico, quali mansioni restano precluse e quali invece il lavoratore può svolgere: il datore di lavoro non può decidere da solo che “non c’è niente” senza aver prima verificato con lui le alternative concrete in organico.

Domande frequenti

Basta l’inidoneità per licenziare?
No: il datore di lavoro deve prima verificare la possibilità di adibire il lavoratore a un’altra mansione compatibile.

Contro un giudizio di inidoneità si può fare ricorso?
Sì, entro 30 giorni dalla comunicazione.

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