Domande frequenti

Ogni quanto si fanno le visite mediche ai dipendenti?

Di norma una volta l’anno, ma la periodicità la stabilisce il medico competente nel protocollo. E solo una delle visite segue un calendario.

Di norma una volta l’anno. Ma è un valore predefinito, non una regola fissa: la periodicità la stabilisce il medico competente nel protocollo sanitario, in base ai rischi della mansione. Può essere più frequente, e in alcuni casi più rada.

Da dove viene «una volta l’anno»

L’articolo 41 del D.Lgs. 81/08 dice che, quando la normativa specifica di un rischio non prevede altro, la periodicità degli accertamenti è stabilita di norma in una volta l’anno, e che può assumere cadenza diversa se il medico competente lo ritiene in funzione della valutazione dei rischi.

Sono due frasi, e insieme dicono una cosa sola: l’anno è il punto di partenza, non il punto di arrivo. Un’azienda che riceve un protocollo con visite semestrali per alcune mansioni e biennali per altre non ha davanti un errore: ha davanti un protocollo fatto sul serio.

Quando la frequenza cambia

Si accorcia quando il rischio lo richiede: esposizioni particolari, mansioni gravose, situazioni in cui il medico vuole vedere il lavoratore più spesso. Alcuni rischi specifici hanno inoltre una periodicità propria stabilita dalla norma che li riguarda, e in quel caso è quella a comandare, non il criterio generale.

Può allungarsi quando i rischi sono contenuti e il medico, valutata l’azienda, ritiene sufficiente una cadenza più ampia.

Chi decide non è il datore di lavoro e non è il lavoratore: è il medico competente, e lo scrive nel protocollo sanitario. È lì che si legge la risposta per la propria azienda, mansione per mansione.

La domanda «ogni quanto» vale per una sola delle visite

È il punto che cambia il modo di gestire la sorveglianza sanitaria, e sfugge quasi sempre.

Solo la visita periodica segue un calendario. Le altre seguono gli eventi, e possono capitare in qualsiasi momento dell’anno:

  • prima di adibire un lavoratore a una mansione — la visita preventiva;
  • quando cambia la mansione: l’idoneità è sempre riferita a un lavoro preciso e non si trasferisce da sola;
  • quando è il lavoratore a chiederla, se la richiesta è collegata ai rischi del lavoro;
  • prima della ripresa, dopo un’assenza prolungata per motivi di salute;
  • alla cessazione del rapporto, nei casi previsti.

Un’azienda che ragiona solo sulla scadenza annuale si scopre scoperta proprio nei momenti in cui succede qualcosa: un’assunzione, uno spostamento di reparto, un rientro da una lunga malattia.

Chi tiene il conto delle scadenze

Formalmente l’obbligo di garantire la sorveglianza sanitaria è del datore di lavoro. In pratica, in un’azienda con qualche decina di dipendenti e mansioni diverse, le date non stanno in testa a nessuno: servono uno scadenzario e qualcuno che lo guardi.

È la parte del servizio che si nota poco e pesa molto — e l’errore tipico non è saltare una visita per negligenza, ma accorgersi in ritardo che una scadenza era passata.

Per approfondire

Quali visite esistono e cosa comprendono: cosa comprende la sorveglianza sanitaria obbligatoria. Il quadro generale delle visite: visite mediche del lavoro. Chi le stabilisce: il medico competente.

GMS — Global Medical Service, Milano — organizza la sorveglianza sanitaria e tiene lo scadenzario delle visite per le aziende di Milano e provincia, negli ambulatori di Milano e Melzo o direttamente in azienda: scrivete da contatti o chiamate il 02 41.22.561.

Parliamone

Non hai trovato risposta? Ti aiutiamo noi.

Contattaci: un consulente risponde entro 24 ore, senza impegno.

Scrivi o chiama