Domande frequenti
Ogni quanto si fa l’analisi della Legionella?
Per i campionamenti non esiste una scadenza unica: la frequenza discende dalla valutazione del rischio dell’impianto. Ad avere periodicità definite è invece la valutazione, e cambiano secondo il contesto: almeno ogni 3 anni negli ambienti di lavoro, almeno ogni 2 anni — preferibilmente ogni anno — nelle strutture ricettive, ogni anno nelle strutture sanitarie e termali.
Le periodicità, per tipo di struttura
| Contesto | Revisione della valutazione del rischio |
|---|---|
| Ambienti di lavoro in genere | almeno ogni 3 anni |
| Strutture ricettive (alberghi, campeggi) | almeno ogni 2 anni, preferibilmente ogni anno |
| Strutture sanitarie e socio-sanitarie | ogni anno |
| Stabilimenti termali | ogni anno |
La fonte sono le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015 (Rep. Atti n. 79/CSR), tuttora vigenti. Per il datore di lavoro il riferimento è inoltre l’articolo 271 del D.Lgs. 81/2008: la Legionella è un agente biologico di gruppo 2 (allegato XLVI) e la valutazione va comunque riesaminata almeno ogni tre anni.
E i prelievi, allora, quando si fanno
Quando la valutazione dice che servono, e con la cadenza che essa stabilisce. Le Linee guida fissano frequenze precise solo dopo un evento, e sono queste:
- dopo una disinfezione: un controllo a circa 48 ore; se negativo si ripete dopo 1 mese, poi dopo 3 mesi, poi dopo 6 mesi;
- se le misure correttive non sono state attuate: controllo mensile per i primi sei mesi;
- reparti con pazienti gravemente immunocompromessi: campionamento ambientale almeno trimestrale;
- strutture stagionali: sempre prima della riapertura.
Il valore di riferimento per le acque è inferiore a 1.000 UFC/l di Legionella spp.
Perché un solo numero è quasi sempre sbagliato
Capita di leggere «l’analisi della Legionella si fa una volta all’anno», come se valesse per tutti. Non è così, e la ragione è nel merito: le stesse Linee guida insistono sul fatto che il controllo non si esaurisce nei prelievi. Un campione negativo su un impianto con rami morti, serbatoi tiepidi e docce poco usate dice pochissimo — il batterio può ricomparire il mese dopo. È lo studio dell’impianto a stabilire dove e quanto spesso prelevare, non il contrario.
Chi deve occuparsene
Ogni datore di lavoro, per i propri lavoratori e per chi frequenta i luoghi di sua responsabilità. In concreto il tema riguarda alberghi e strutture ricettive, RSA e case di riposo, palestre e piscine, e qualunque azienda con docce, spogliatoi, torri di raffreddamento o impianti di climatizzazione ad acqua. La valutazione del rischio legionellosi è parte del documento di valutazione dei rischi.
GMS — Global Medical Service, Milano — esegue la valutazione del rischio legionellosi e i campionamenti di verifica per le aziende di Milano e provincia. Richiedi un preventivo.
Contenuto aggiornato al 16 agosto 2026, sulla base delle Linee guida del 7 maggio 2015 e del D.Lgs. 81/2008.
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